| Castiadas
dal 1956 ad oggi
La chiusura della Colonia Penale avvenne ufficialmente il 30 giugno
del 1956, i forzati partirono a gruppi verso nuove sedi tra queste
ricordiamo la colonia penale di Is Arenas appartenente al comune
di Arbus, oppure presso la Colonia Penale dell’Asinara.
All’Ente Ferrarese di Colonizzazione seguì un nuovo
ente sardo denominato E.T.F.A.S. (Ente Trasformazione Fondiaria
Agraria Sardegna) che iniziò a distribuire dei terreni
ad ogni coltivatore diretto lotti da 10/15 ettari se pianeggianti
o lotti da 30/40 ettari se collinosi.
Alcuni carcerati dimessi dal penitenziario erano stati assunti
dall’E.T.F.A.S. con incarichi vari, furono premiati coloro
che avevano dato prova di buona volontà e soprattutto di
esemplare condotta.
Con il passaggio di consegna al nuovo Ente gestore, questo cospicuo
patrimonio, bonificato e reso fertile dai forzati di Castiadas,
doveva garantire con il proseguo degli anni, un miglioramento,
sempre più rilevante sia sotto il punto di vista economico-finanziario,
che professionale.
All’inizio, gli assegnatari circa una trentina per ogni
cantiere, non avendo ancora una dimora fissa, soffrivano tantissimo
per il grave disaggio che si manifestava nei loro confronti, essi
in attesa che venissero realizzate le nuove case coloniche furono
costretti a dormire su tende, baracche o capannoni in lamiera.
Ultimate le casette che prevedevano due tipologie, una su di un
livello e l’altra su due ed assegnate le aziende, circa
500 nell’intero territorio di Castiadas, ad ogni coltivatore
veniva imposto la coltivazione del fondo, infatti egli entro breve
tempo doveva dimostrare di essere in grado di saper produrre quantità
minime tali da garantire un reddito annuo non inferiore a 700/800
mila lire, pari a Euro 360/420 circa.
Gli assegnatari provenivano dai comuni limitrofi quali: Muravera,
Villaputzu, San Vito e Villasimius, ma tante famiglie raggiunsero
il territorio di Castiadas negli anni sessanta dalla lontana Tunisia,
essi furono profughi italiani che dovettero abbandonare il nord
Africa, a causa della situazione politica che si creò in
quegli anni, tale avvenimento cambiò radicalmente i rapporti
sociali e culturali della comunità castiadese .
Negli anni 1956/60 vennero realizzati dall’E.T.F.A.S un
oleificio, un caseificio, la cantina sociale, officine meccaniche
e tutte quelle opere necessarie per la trasformazione e vendita
dei prodotti agricoli.
Nel 1986 Castiadas ottenne la propria autonomia, fino ad allora
era una frazione di Muravera, ma dopo numerose richieste e continue
disapprovazioni da parte dei cittadini castiadesi, divenne comune
autonomo a tutti gli effetti.
Castiadas, è un comune di 1350 abitanti, un territorio
vasto e costituito da tante borgate, è suddiviso in cinque
borgate di servizio, tra le principali troviamo: San Pietro, La
Centrale, Olia speciosa, Camisa e Annunziata e da altre borgate
minore come, Masone Murtas, Sitò, Masone Pardu, Sabadi,
Monte Gruttas, Maloccu, Ortedusu, Cala Sinzias e Cala Pira, per
chi visita oggi il territorio non troverà grossi cambiamenti,
infatti esso è rimasto ancora del tutto immutato.
Oggi il Comune di Castiadas ha adottato il nuovo strumento urbanistico
comunale (PUC), tra le proposte trovano spazio numerosi progetti
ambizioni, per dare veramente la giusta collocazione e valorizzazione
ad un territorio oggi poco conosciuto, ma con una straordinaria
bellezza ed una semplicità forse unica al mondo.
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